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Home Page > Notizie Ctg > News Ctg Nazionali > Il Manifesto di Montalbano Elicona

Il Manifesto di Montalbano Elicona
stilato al convegno sul destino della Montagna italiana

 
 

MANIFESTO DI MONTALBANO ELICONA

Allarme rosso per la montagna italiana

 

Premessa.

L’occasione della Giornata Mondiale della Montagna, celebrata a Montalbano Elicona – Comune inserito tra “i Borghi più belli d’Italia” – con un importante evento culturale promosso dal Comune di Montalbano E eicona, dall’Ecomuseo dei Peloritani, ha fornito l’input per la stesura di un Manifesto da consegnare al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri  e al Presidente della Regione Sicilia affinchè si consideri la montagna italiana come area strategica per il futuro della Nazione e, pertanto, meritevole di una pianificazione che guardi al territorio  come soggetto ispiratore di progetti di sviluppo sostenibile, cioè come sistema spaziale di valori.

La  BELLEZZA DELLA MONTAGNA NON PUO’ MORIRE

La grande crisi che attanaglia l’Italia trova un riscontro più drammatico nella montagna italiana  - e, in particolare, in quella del Mezzogiorno - che è stata emarginata dalle politiche di sviluppo predisposte a livello nazionale e regionale, politiche che sono state rivolte quasi esclusivamente alle aree di pianura e più specificamente alle aree metropolitane.  Risultato di questa emarginazione è il rischio reale che la montagna diventi un deserto, visto il progressivo decremento della popolazione, al punto tale che, continuando l’attuale trend negativo, vari comuni  resteranno senza abitanti .  Ci stiamo avvicinando, perciò, verso una morte annunciata. Ma se morirà la montagna , la stessa Italia morirà.

Dato che la montagna è costituita prevalentemente da piccoli borghi d’arte, di tradizione  e di cultura locale, verrà a scomparire quella che è stata definita la “piccola grande Italia”; piccola solo per le  esigue dimensioni territoriali dei Comuni, ma grande per la preziosa capacità di conservare aspetti fondamentali della civiltà materiale e immateriale, che sono presenti ormai solo in questi tipi di aree.  Questo suggestivo patrimonio non può essere disperso, né lasciato al degrado e all’abbandono.

 La montagna italiana contiene, in sostanza, una molteplicità di eccellenze che possono incentivare la competitività dell’Italia  e possono ampliarne la attrattività.

Non possiamo più permetterci che la montagna continui ad essere una “montagna in fuga”, considerato il grande esodo dei giovani che lasciano questi insediamenti nello stato progressivo di ghost towns, cioè di centri fantasma.

Gli abitanti della montagna non possono essere ritenuti ancora come  “figli di un dio minore”, ma debbono costituire i protagonisti del proprio futuro, evitando che la montagna, priva di abitanti, e quindi priva di cura e tutela del territorio, accentui la sua predisposizione al dissesto idrogeologico con ripercussioni gravissime anche sulle aree di pianura.

UN PROGETTO STRATEGICO PER IL FUTURO DELLA MONTAGNA

 Queste comunità montane perciò devono essere sostenute da una adeguata e fattiva attenzione  da parte del Governo nazionale, che deve mettere in atto un progetto strategico che affronti tutte le questioni fondamentali di questa area vasta, come, ad esempio, la valorizzazione delle risorse locali anche a fini turistici e di mantenimento delle identità, l’organizzazione dei servizi, la riqualificazione delle infrastrutture di trasporto, le misure di prevenzione rispetto ai problemi di protezione civile.

A tal fine, è necessario dare forza – anche con apposite misure finanziarie – alla creazione di una rete che faccia operare sinergicamente decisori istituzionali, enti locali, imprese, associazioni e tutti gli altri soggetti che verranno coinvolti perché, se si salva la montagna, è più sicuro che si salverà l’Italia.

 

Il presente documento, elaborato dal prof. Josè Gambino, è stato sottoscritto da:

-          gli Amministratori dei seguenti Comuni : Alì, Antillo,  Basicò, Castelmola, Falcone, Fiumedinisi,  Furnari, Mandalice, Mistretta, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona,  Nizza Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Patti, San Piero Patti, Roccalumera, Roccavaldina, Saponara,  Torregrotta.

-          Consorzio Ecomuseo dei Peloritani, Società Difesa Uomo e Ambiente, Unesco Sicilia, Associazione Socio-culturale CTG Città di Messina,


 
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