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Home Page > Siti e news territoriali Ctg > WWW.CTGVENETO.IT > Le notizie dai comitati e gruppi > Paladini, Donchisciotti e ...

Paladini, Donchisciotti e ...
grande successo di gente e idee per l'incontro promosso a Treviso

 

SI SONO MESSI ALL'"OPRA"  I PALADINI DI TREVISO

 

            Gran successo dell'incontro svoltosi nella sala conferenze del Museo di Santa Caterina a Treviso sul tema "Paladini, Donchisciotti e…" promosso dall'Osservatorio cultura turismo Antelao.

            Doveva essere solo una riflessione sul lascito culturale del passato e porre nuove prospettive di lavoro, e invece è stata una vera festa della cultura e della memoria storica di chi l'ha fatta e di chi continua a farla o perpetuarne il senso e la consistenza.

            In una sala strapiena di pubblico di ogni età, si sono avvicendati molti operatori che esprimono da tempo quell'essere cittadini attivi e impegnati nel tramandare il gusto del bello per un vivere più armonico.                        Appassionata l'introduzione di Antonio De Marco che ha chiarito il significato del titolo dell'evento e gli obiettivi ed ha accennato ai 57 anni di impegno dell'Antelao nella promozione della socialità e del turismo culturale, ma anche ai Concerti di Primavera che hanno salvato il complesso di Santa Caterina dal degrado totale, le rassegne organistiche e Treviso in fiore (che a breve rinascerà in nuove forme) e molto altro.                                                  Eugenio Manzato, già direttore dei Musei Civici di Treviso,  con la consueta competenza ha tracciato un profilo puntuale e anche aneddotico soprattutto degli inizi della maggiore collezione d'arte trevigiana nella seconda metà dell'800 ad opera dell'abate Luigi Bailo. Come pure del travagliato recupero fra l'indifferenza generale nel 1882 delle "Storie di Sant'Orsola" dalla chiesa di Santa Margherita aiutato da Antonio Carlini e Girolamo Botter: "Salvare tutto quello che della patria, ogni dì purtroppo,  va scomparendo sotto la pressione dei bisogni urgenti della vita, della civiltà, dei capricci della giornata".

            E' stato facile il passaggio alla figura umana e operativa di Mario Botter che ha dedicato la vita alla salvaguardia e restauro di edifici e affreschi ma anche sentimenti che animavano la città e il territorio, con episodi commoventi e di grande drammaticità. Il "rabdomante degli affreschi" è stato ricordato con testimonianze e letture, rammentando anche la figura del figlio Memi che ne ha continuato l'opera.

            La presenza tutta attiva di Giuseppe Mazzotti a Treviso e altrove è stata testimoniata ampiamente da Loretta Paro della Fondazione Mazzotti ma soprattutto da De Marco che ha lungamente lavorato a fianco del "paladino" della cultura, intesa nel senso più vasto possibile, ricordando impegno e atteggiamenti tanto inconsueti per la società d'oggi quanto sempre attuali e ammirevoli. Nel fare un lungo elenco dei luoghi della cultura trevigiana abbandonati, il presidente dell'Antelao ha posto il dito nella piaga creata dalle sorti di Palazzo Scotti così inspiegabilmente divenuto inagibile in soli quarant'anni di splendido esempio di dimora patrizia della città: amorosamente arredato da Mazzotti anche con pezzi d'epoca autentici per quel funzionalissimo ufficio che fu l'Ente Provinciale per il Turismo, vittima di malintese attribuzioni, la Provincia ha disperso quell'unicum esemplare di arredo e di funzione invece di custodirlo nella sua interezza, mentre il Comune e in particolare la nuova Amministrazione si ritrova un edificio già bisognevole di lavori di consolidamento.

            Significativa e gratificante la presenza del nuovo Assessore alla cultura del Comune Luciano Franchin che nell'annunciare gli imminenti progetti per la collezione Salce e Santa Margherita ha espresso sincere parole d'elogio per l'incontro e la qualificata presenza nonché la massima apertura e sostegno verso ogni utile proposta che possa tenere vivo e accrescere il patrimonio artistico, culturale e tradizionale della città.

            Adriano Favaro,  fondatore del FAST- Foto archivio storico fotografico della Provincia, ha lanciato un allarme per le sorti della sua "creatura" in prospettiva della possibile abolizione degli enti provinciali. L'analisi  si è accresciuta con le considerazioni  della docente universitaria Sara Filippin esperta in conservazione e catalogazione della fotografia, che ha sottolineato come al Fast manchi  una vera direzione scientifica, necessaria vista la complessità delle problematiche relative alla fotografia storica, pur in presenza di una attuale gestione amministrativa organizzata e fattiva.

            Ancora più disperato l'appello per quell'oasi di Villa Franchetti, ancora della Provincia, già piacevole dimora di Isabella Teotochi Albrizzi, in cui sta andando in rovina il pregevolissimo ciclo di affreschi di Crosato e Bortoloni; circostanza testimoniata anche dai restauratori Eva e Michelangelo Gatto e da Paolo Del Giudice.

            Ricordando anche Antonio Mazzarolli, anima del vecchio teatro Comunale, Stefano Mazzoleni si è soffermato sugli eventi musicali degli ultimi decenni e in particolare su "Finestre del '900" e sui "Salotti musicali" mentre Gabriele Coassin ha esortato la partecipazione dei giovani alla vita culturale del territorio, auspicando che gli enti locali sappiano acquisire preziose collezioni private come la sua di materiale cinefotografico e quella di Angelo Sernagiotto di rari grammofoni antichi.

            In un crescendo di positività e concrete speranze, Concetta Murè ha portato la testimonianza del vivo impegno di SeLALUNA  nella promozione della parola scritta e parlata presso realtà diverse: dalla Pediatria di Ca’Foncello  alle case di riposo e alle scuole primarie del territorio e nella sensibilizzazione alla poesia, la letteratura e l’arte presso adulti e giovani: la parola come veicolo di emozioni e pensieri  e la scrittura  con la sua valenza liberatoria e formativa.

            Infine Giorgio Fantin, gran testimone della vita cittadina e patron della Congrega per il recupero delle tradizioni popolari, con un ricco calendario di iniziative,  ha evidenziato lo svilimento del carattere delle osterie e la perdita di un monumento come "La Colonna" ed ha ribadito la primogenìa trevigiana del "Tiramesù" che sarà proposto anche alla prossima Expo di Milano.

            Un evento molto positivo - e sicuramente avrà un seguito - che ha parlato un linguaggio forse antico ma ampiamente proiettato nel presente e soprattutto nel futuro che carica di ottimismo e fa ben sperare per l'acquisizione anche nelle giovani generazioni di un atteggiamento critico ma costruttivo,  per una società che sia attenta all'arte e al bello, come diceva Giovanni Comisso per Mario Botter subito dopo il tragico bombardamento del 7 aprile 1944 "La sua follia è una fede, un sentimento d'amore per la città che fu bella

e che vuole risollevare nella bellezza" ma anche Luigi Bailo "Salvare quello che va scomparendo sotto la pressione dei bisogni urgenti della vita, della civiltà, dei capricci della giornata".

 

 

 

 

 

"Paladini, Donchisciotti e…"

breve elenco delle proposte e segnalazioni di massima

 

 

 

 

 

Spazi per la cultura

Tranne la sala di Santa Caterina e forse le parrocchie, tutti gli spazi sono a pagamento; non tutte le associazioni dispongono di mezzi adeguati e anche le poche decine di euro per la Sala Verde di Palazzo Rinaldi, la Stefanini e Ca' dei Ricchi incidono negativamente. Altri luoghi sono troppo lontani o difficilmente accessibili.

 

Treviso "città chiusa"

Necessità di un piano per il recupero e la migliore utilizzazione dei numerosi luoghi (complessi e aree libere) sottraendole al degrado intrinseco, urbanistico e paesaggistico-ambientale

 

Verde pubblico

Massima attenzione all'uso razionale alle aree verdi esistenti e alle alberature, perseguendo l'idea di acquisirne di nuove per la "ricreazione" dei cittadini e un aiuto all'ambiente.

Nella prospettiva di trasferimento dell'autostazione e la riqualificazione del Bastione del Castello, si approfitti  per trasformare tutta l'area in un giardino, cercando di rendere visibili i sotterranei del Bastione e sottraendo tutta l'area ad ulteriore speculazione edilizia.

 

Villa Manfrin

Ripristino della sua dignità di primo parco all'inglese in Italia. Iniziative di carattere botanico-ambientale. Utilizzazione degli spazi e degli edifici in maniera più aderente allo spirito dell'importante area verde

 

Collezione Salce

Plauso per la destinazione a Santa Margherita (non solo la chiesa) ma nella stessa sede potrebbero trovar posto le rassegne temporanee. In alternativa queste potrebbero essere allestita nella sala ipogea di Santa Caterina, già realizzata a scapito dell'intervento di Carlo Scarpa.

 

Collezioni private

Le donazioni di grammofoni di Angelo Sernagiotto e di strumenti fotografici di Gabriele Coassin sarebbero a beneficio di tutta la comunità e potrebbero trovare posto a San Gaetano o a San Teonisto

 

Tradizioni

Favorire e incentivare la memoria popolare sulle tradizioni, la lingua, i giochi, l'enogastronomia, i canti

 

Fast e Fondazione Mazzotti

Straordinarie  realtà di documentazione visiva del territorio di cui si paventa la dispersione. Occorre un impegno concreto per la continuità e il loro mantenimento

 

Villa Franchetti

Chiarimenti urgenti sulla sua destinazione d'uso, salvaguardia immediata dei preziosi affreschi della barchessa, attenzione per il parco, revoca della convenzione con Fondazione Cassamarca.

 

Palazzo Scotti e arredi

Grave dispersione di un unicum culturale. Ripristino almeno della memoria.

 

 

 

 

 


 

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