Le previsioni del tempo non erano certo favorevoli per domenica 18 settembre e certo più d’uno ha valutato il caso di mettersi in cammino sotto il diluvio annunciato.  Probabilmente proprio i terroristici avvisi di allerta  maltempo sono stati alla base di un certo calo di presenze all’annuale pellegrinaggio regionale del CTG Veneto, giunto ormai alla XXI^ edizione consecutiva.

Ma nonostante tutto, sono stati infine circa 130 i coraggiosi citigini convenuti a Lonigo, in provincia di Vicenza, per camminare insieme verso il Santuario della Madonna dei Miracoli. E bisogna subito dire che anche Maria, evidentemente grata per la partecipazione, la sua piccola parte di miracolo anche l’ha fatta, salvando i partecipanti dalla pioggia per tutta la mattinata, fino all’attivo alla sua Casa e alla celebrazione della Messa.

Così, sotto un’alternanza  di nubi scure e pallidi soli, i pellegrini si sono radunati  presso il monumentale Duomo della cittadina berica, subito oggetto di una interessantissima visita, tra storia e religiosità popolare. Qui il Sindaco, a nome della Comunità, ha voluto essere presente per dare un saluto di benvenuto a tutti i presenti, passando poi il microfono a Beppe Marangoni, presidente regionale della nostra associazione, e al consulente ecclesiastico veneto don Mario Gonzo.   Questi ha introdotto, prima della partenza, la riflessione sul valore dell’accoglienza per un cristiano e in particolare per un socio del Ctg, richiamando come questo aspetto sia presente sia nel tema della Giornata Mondiale del Turismo che in quello della Giornata per la Salvaguardia dell’ambiente  che ogni anno nel mese di settembre la Cei propone alla riflessione della chiesa italiana.

Riflessione proseguita poi, durante il percorso, ad una sosta presso un suggestivo e antico capitello eretto a ricordo di un miracolo della Vergine e conclusa infine davanti al Santuario,  costruito allora in aperta campagna (nei secoli poi attorno alla chiesa è cresciuta una frazione chiamata appunto Madonna),   nel luogo dove si compì il primo evento soprannaturale, nel lontano anno 1486. 

Qui, con grande partecipazione, si è celebrata la messa domenicale  e i pellegrini hanno potuto sfilare in silenzio  e uno alla  volta nella cappella costruita intorno all’antica  sacra immagine che, sfregiata da un colpo di spada  profanatrice, si mise prodigiosamente a sanguinare.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo comunitario, pur sotto una pioggerellina intermittente, il gruppo ha potuto completare la conoscenza di Lonigo, visitando due autentici gioielli dell’architettura veneta.  Il primo è stato Villa San Fermo, già dei principi Giovannelli,  praticamente l’ultima – per cronologia di costruzione – villa veneta, attorniata da un prezioso parco, ricco di essenze arboree e di artistici arredi in pietra.

Il secondo gioiello è stata invece villa Pisani La Rocca, un edificio palladiano  opera di Vincenzo Scamozzi, uno dei più importanti architetti operanti nella Repubblica di  Venezia alla fine del Cinquecento.  Un capolavoro che  si erge solitario su una verde collina , realizzando una mirabile visione paesaggistica,  e si caratterizza per una struttura quadrata sormontata da una grande cupola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

testi e foto di A.F. 

 
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