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Verso il congresso 2010...

 

E F F A T A’ : UNA SFIDA

Giovani, turismo, territorio

Verso il Congresso nazionale di Rimini, dal 3 al 6 giugno 2010.

 E c’è anche la festa del mare e un meeting giovani

 

Si terrà a Rimini nel prossimo giugno, da giovedì 3 a domenica 6, il  XIV Congresso nazionale del Ctg sul tema “Effatà: una sfida” e con sottotitolo “Giovani, turismo, territorio”.  Sono infatti questi gli ambiti principali dei prossimi anni verso cui l’Associazione è chiamata alla sfida dell’ “aprirsi” secondo il comando evangelico effatà.  

Questa volta, per la prima volta, la Presidenza nazionale non ha proposto delle tesi congressuali, ma solo un documento che pubblichiamo qui di seguito e che vuole essere uno strumento di facilitazione del dibattito pre-congressuale, lasciando alla struttura la possibilità di costruire un programma di mandato attraverso le osservazioni e le intuizioni che nasceranno nel confronto associativo.

Ma il Congresso presenta anche degli avvenimenti collaterali.

Innanzitutto la possibilità di stare insieme nei giorni precedenti, facendo la Festa del mare da lunedì 31 giugno sino all’inizio del congresso, con un programma in preparazione ma che propone tanto sole e spiaggia, ma anche escursioni in città e nell’entroterra romagnolo.

E poi, il sabato 5 giugno, un “meeting giovani”, aperto anche alle realtà esterne al Ctg e in preparazione al Congresso mondiale del Bits in programma a fine settembre sempre nella cittadina riminese.

Maggiori informazioni saranno reperibili presto sul sito www.ctg.it.

 

 

Programma di massima del congresso nazionale.  

Giovedì 3: arrivi e visita serale della città.

Venerdì 4: apertura del congresso, saluti, relazione e dibattito. Serata di festa associativa

Sabato 5:  mattina per il dibattito congressuale, pomeriggio dedicato al meeting giovani e in serata la festa giovani

Domenica 6 mattina: votazione, proclamazione degli eletti e chiusura del congresso

 

  

LA LINEA UNIFICANTE PER I CONGRESSI LOCALI CTG

IN VISTA DEL CONGRESSO NAZIONALE 2010

La scelta fondamentale, attorno alla quale abbiamo lavorato come PN in questi anni è stata LO SVILUPPO DELL’ASSOCIAZIONE, L’IDENTITA’ CARATTERIZZANTE e LA FORZA DELL’APPARTENENZA procedendo da ciò che già c’era e guardando in avanti. Non è stato semplice perché il CTG sembra più una federazione di gruppi assai diversi tra loro per sensibilità, attività, attitudini, ma anche come composizione dei soci e soprattutto età anagrafica degli stessi …, piuttosto che un’Associazione omogenea su tutto il territorio nazionale.

Questo aspetto, al di là della difficoltà di collegamento, può essere comunque considerata  una grande risorsa per la ricchezza e la vitalità che ogni realtà aggregata esprime, anche se riesce a esprimerla“fuori da sé” con molta difficoltà e quindi spesso non viene intercettata dai livelli intermedi del CTG – provinciale o regionale – e quasi mai dal nazionale.

 

Dopo aver celebrato nel 2009 il 60nnio del CTG, anche per rileggere ed attualizzare la mission dell’Associazione – rivolta primariamente ai giovani ed al turismo, quindi ai giovani che voglio e fanno turismo - è quanto mai necessario cogliere la grande opportunità dei congressi, per rilanciare un tema, una linea, un percorso unificante che possa diventare il motivo conduttore del prossimo quadriennio, entro il quale spiegare le iniziative, le proposte, le attività.

Un elemento su cui lavorare, emerso in diversi contesti, di grande attualità ed urgenza, di grande interesse dei giovani e del mondo giovanile, complesso ma importante ed unificante per tutti noi, ci è stato posto dalle annuali Giornata mondiale del Turismo. In particolare le ultime due – quelle del 2008 e del 2009 – precisamente “Il turismo di fronte ai cambiamenti climatici” e “Il turismo celebra le diversità” sono entrambe occasione di confronto maturo e serio per l’Associazione: sia all’interno per e tra i soci, sia per il dibattito esterno dei gruppi di base, che possono discutere con le altre Associazioni del territorio, su un progetto condiviso dall’Associazione nel suo complesso

 Su questi temi si ritiene che si possano ritrovare tutti i gruppi e le varie sensibilità presenti in Associazione, per sostenere non solo l’impegno, le attività e la crescita culturale e numerica di gruppi e soci, ma anche per coinvolgere in modo sereno ed ampio la realtà giovanile che, sulla difesa ambientale, sui temi ecologici e della salvaguardia ambientale, sul turismo etico e consapevole è certamente disponibile a mettersi in gioco. Questo tema inoltre è assai ampio da non poter essere “esaurito” e potrà coinvolgere oltre ai giovani, anche i minori presenti nelle famiglie: consentendoci di raggiungere da un lato le “nuove leve” ma nell’insieme anche lo stesso “soggetto famiglia”, spesso dimenticato, ma che su questi temi, gioca un ruolo indispensabile per essere contemporaneamente luogo di educazione e di crescita ma anche soggetto che “consuma” e quindi fa scelte.

 

Il tema quindi potrà infine essere come una scelta di fondo, sulla quale inserire programmazioni, progetti, formazioni ed iniziative varie da programmare nei prossimi tempi.

 

La nostra attenzione dovrà essere con un taglio internazionale e globale: il turismo e la cooperazione internazionale, sostegno dei popoli e delle comunità nei luoghi dove vivono e dove il turismo deve andare con rispetto e non con spregio, il turismo nelle comunità come possibilità di inserimento lavorativo dei giovani ….

 

(art. 61 dell’Enciclica “Caritas in veritate” di  Papa Benedetto XVI - .

… Un esempio della rilevanza di questo problema (il relativismo e la educazione carente di etica che rende tutti più poveri ndr) ci è offerto dal fenomeno del turismo internazionale che può costituire un notevole fattore di sviluppo economico e di crescita culturale, ma che può trasformarsi anche in occasione di sfruttamento e di degrado morale. La situazione attuale offre singolari opportunità perché gli aspetti economici dello sviluppo, ossia i flussi di denaro e la nascita in sede locale di esperienze imprenditoriali significative, arrivino a combinarsi con quelli culturali, primo fra tutti l'aspetto educativo. In molti casi questo avviene, ma in tanti altri il turismo internazionale è evento diseducativo sia per il turista sia per le popolazioni locali. Queste ultime spesso sono poste di fronte a comportamenti immorali, o addirittura perversi, come nel caso del turismo cosiddetto sessuale, al quale sono sacrificati tanti esseri umani, perfino in giovane età. È doloroso constatare che ciò si svolge spesso con l'avallo dei governi locali, con il silenzio di quelli da cui provengono i turisti e con la complicità di tanti operatori del settore. Anche quando non si giunge a tanto, il turismo internazionale, non poche volte, è vissuto in modo consumistico ed edonistico, come evasione e con modalità organizzative tipiche dei Paesi di provenienza, così da non favorire un vero incontro tra persone e culture. Bisogna, allora, pensare a un turismo diverso, capace di promuovere una vera conoscenza reciproca, senza togliere spazio al riposo e al sano divertimento: un turismo di questo genere va incrementato, grazie anche ad un più stretto collegamento con le esperienze di cooperazione internazionale e di imprenditoria per lo sviluppo…

 

Il Magistero della Chiesa dunque, riserva attenzione alla questione ambientale e nel Compendio della dottrina sociale c’è un intero capitolo intitolato la salvaguardia dell’ambiente (il decimo) dove si tratta del rapporto uomo – natura, ma considerando la natura in rapporto a Dio e all’uomo e pertanto subordinata ad entrambi. La natura è per l’uomo e l’uomo è per Dio. Il Compendio, non avalla né l’assolutizzazione della natura, né la sua riduzione a mero strumento; e questo implica che la natura, biologicamente e naturalisticamente intesa, non è un assoluto, ma una ricchezza posta nelle mani responsabili e attente dell’uomo e significa anche che l’uomo ha un primato indiscusso sul creato. Conseguenza diretta e discendente però, è anche che l’uomo non ha un diritto assoluto su di essa, ma un mandato di cura, conservazione e sviluppo in una logica di universale destinazione dei beni della terra. Questo è anche l’atteggiamento prudente del socio, del giovane, del dirigente di un gruppo CTG che vede nel creato una manifestazione del Creatore.

 

Quindi l’ecologia, le tematiche ambientali, l’ambiente ed il rispetto del creato e del Creatore, l’uso moderato, sobrio e prudente delle risorse, l’educazione dei giovani e con i giovani al rispetto dei luoghi, delle tradizioni e degli usi che in quei luoghi vengono vissute…la valorizzazione delle comunità locali con tradizioni, cultura, gastronomia, CxF, la scoperta dei BC creati dall’intuizione e dal genio dell’uomo e collocati in ogni contesto sociale, ambientale, storico ecc…

Si dovranno trattare i temi della sostenibilità, dell’ambiente, del sociale (famiglie, minori, anziani, disabili, ecc..) per arrivare a confrontarsi sulla sfida educativa. Questo ci  consente di esser anche in linea con il progetto della CEI per il prossimo decennio “La sfida educativa” e di come il CTG - a livello nazionale e locale – la vive, la interpreta, ne da una risposta: valorizzando certo le strutture fisiche – oratori, sedi del gruppo, luoghi di impegno associativo ma anche le persone (i dirigenti associativi, i soci, ma anche gli animatori culturali e ambientali da diffondere veramente nella rete associativa e nel Paese … ). Ma le tematiche ambientali sono argomento di discussione e di riflessione anche nell’ambito civile: la stessa conferenza di Copenaghen in corso a dicembre 2009 è stata una tappa, che ha deluso negli esiti ma ha confermato l’attenzione delle comunità di tanti Paesi alle tematiche della salvaguardia del mondo. 

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Si tratta quindi di impostare la riflessione associativa a tutti i livelli – dal locale al nazionale – con la modalità dei congressi gerarchici, ma anche con incontri – convegni per macro aree geografiche (2 o 3 incontri tematici) in modo che queste materie diventino patrimonio e riflessione unificante del CTG.

 

Domande per facilitare il dibattito localmente:

Come il CTG vive nella realtà locale, provinciale e regionale?

La società è cambiata: cambia anche il CTG?

Come il CTG si pone nei confronti delle comunità che visita? Cosa vi cerca, cosa richiede…?

Globale e locale – glocal – come questi termini si coniugano nella vita di un gruppo CTG?

Quanto le tematiche della piena e armonica valorizzazione dell’ambiente sono patrimonio del gruppo o al contrario, nelle nostre iniziative e viaggi, prevale la nostra “comodità” su tutto?

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Ma dopo il tema unificante, che potrà portare idee nuove in Associazione, spunti di riflessione e di confronto anche fuori dall’Associazione, in vista dei congressi andrà anche fatta una seria riflessione organizzativa sul CTG e sulla sua presenza sul territorio (qualitativa e quantitativa).

 

SUL FRONTE INTERNO

Analisi della situazione interna: abbiamo pochi gruppi (sono calati nei 4 anni di ben … e … gruppi sono di nuova costituzione)

Calano gli iscritti nei singoli gruppi, nonostante che la quota di adesione non sia stata aumentata, ma al contrario con la armonizzazione di 2 anni fa, sia stata leggermente ridotta. Allora quali problemi abbiamo, perché il CTG non attrae più i singoli soci?

I nostri valori sono diventati minoranza rispetto ad un mondo più complesso che anche in Italia si sta modificando: nuove culture, nuove religioni, nuovi usi diventano nostri vicini di casa; è quindi necessario che anche il gruppo, i dirigenti locali si facciano carico di questi cambiamenti, senza rinunciare alla propria identità, ma confrontandosi con la stessa per trovare terreni comuni di collaborazione e di possibile integrazione. Come si vive nel gruppo la necessità di essere aggreganti? Di cosa c’è bisogno dal nazionale, per lavorare in questo ambito, in questa direzione, con queste modalità?

 

Domande per facilitare il dibattito localmente:

  1. La PN lavora, cerca alleanze, i livelli intermedi – provinciali e regionali - percepiscono questo? C’è un problema di comunicazione ? I livelli intermedi – provinciali e regionali - seguono questo stile di apertura, di alleanze ed amicizie interassociative o sono bloccati su questo punto: fanno attività o attivismo?
  2. Il ricambio generazionale nei gruppi: i gruppi sono invecchiati con i loro dirigenti. Si intravedono rinnovi oppure la morte fisica dei dirigenti associativi implica la morte dei gruppi?
  3. La PN arriva in fondo al mandato con coloro che sono partiti 4 anni fa (con una piccola eccezione per motivi familiari gravi): nei livelli intermedi – provinciali e regionali – cosa è successo nei 4 anni? C’è stato ricambio; se c’è stato era motivato o è stato destabilizzante?
  4. Nei gruppi i dirigenti associativi sono iscritti? Alcuni Dirigenti nazionali non sono regolarmente iscritti: da chi dipende? Da cosa dipende?
  5. Ci sono dirigenti locali e nazionali che operano con gruppi che hanno meno di 10 iscritti: che gruppi sono? che lavoro fanno sul territorio? che scelta di fondo hanno fatto rispetto all’Associazione?
  6. In un mondo globalizzato siamo consapevoli che se non si aggrega, se non si collega, ci dividiamo e ci sparpagliamo. Come possono vivere i gruppi la necessità di comporre – tra i soci, tra i gruppi della solita zona, tra gruppi diversi nella solita comunità?  Chi fa lo sforzo di comporre, chi fa il primo passo?
  7. I gruppi devono essere consapevoli che da soli si può meno che insieme: lo sono realmente?
  8. Come parliamo ai giovani, come li cerchiamo?

 

Una risposta alle domande sopra è possibile con un cammino di formazione individuale e di gruppo, per cui si ritiene assolutamente necessaria una formazione integrale, anche con gli altri soggetti, che possa essere un tessuto connettivo comune con altre Associazioni e dove poi i giovani trovino il loro carisma, la loro vocazione di impegno. Il CTG si è impegnato molto in questa direzione ed oggi la nostra Accademia Nazionale di Formazione- uno grande sforzo per una piccola Associazione - dopo un avvio un po’ per tentativi, ha un modello che risponde abbastanza alle nostre esigenze e che forse va personalizzato e specializzato meglio sulla formazione del dirigente associativo per l’Associazione (anziché che abbiano una formazione generale di turismo e/o turismo sociale). Come viene percepita dalla periferia questa grande attività? Si subisce o si vive pienamente? Se ne capisce e condivide la necessità o si percepiscono come innovazioni troppo precoci?

Proposta: Il prossimo anno formativo sospendiamo la ricerca di giovani e coinvolgiamo tutti i dirigenti nazionali e regionali neo eletti (anche gli altri) per fare una formazione comune, per condividere il progetto associativo dei prossimi anni, perché le azioni siano coerenti con le idee del CTG.

 

SUL FRONTE ESTERNO

Con la Chiesa Cattolica

Molto lavoro è stato fatto a livello nazionale con la CEI e quasi tutti i componenti della PN fanno parte di gruppi di lavoro più o meno informali alla CEI. Il CTG è stato invitato a tutti i convegni promossi in questi ultimi anni dall’Ufficio del Turismo della CEI, come relatore ufficiale. Un piccolo lavoro si è fatto anche con alcuni dicasteri del Vaticano, grazie all’amicizia con Mons. Crepaldi – adesso Arcivescovo a Trieste – e abbiamo avuto anche l’udienza privata da Benedetto XVI.

Nel 2009 abbiamo fatto per la prima volta una manifestazione di Giò Madonnari nazionale, a Loreto, con la partecipazione convinta della Diocesi e del suo Vescovo: segno della credibilità della Associazione e di quella realtà territoriale.

 

A livello locale, come sono i rapporti con la Chiesa particolare? Con gli Uffici delle Diocesi, ma anche con le Parrocchie?

E’ possibile pensare ad iniziative di animazione parrocchiale dal punto di vista turistico?

 

Con le Istituzioni e gli Enti nazionali (e locali)

La PN in questi anni ha sviluppato molti progetti, finanziati dal Ministero del Welfare, che hanno coinvolto anche diverse realtà locali. Riteniamo che sia necessario attivare anche altri canali di finanziamento, perché si possano sviluppare maggiori sinergie, anche finanziarie. Oltre al Ministero del Welfare andranno aperti rapporti con altri ministeri (in particolare l’Istruzione o quello dei Giovani) ma, considerando la sede nazionale su Roma, anche relazioni con gli Enti locali del Lazio (Comune, Provincia e Regione).

In particolare con il Ministero dell’Istruzione dobbiamo rinfrescare il protocollo d’intesa a suo tempo siglato ed avviare un serio programma di collaborazione per far entrare il turismo nella Scuola, per far conoscere agli studenti il mondo fuori da loro e per educarli ai temi del turismo sociale e sostenibile e alla valorizzazione dell’ambiente.

 

A livello locale, provinciale e regionale come sono i rapporti con le Istituzioni?

E’ possibile fare un censimento delle convenzioni, delle collaborazioni, con i diversi soggetti, in modo da capire dove sviluppare ed investire di più, dove correggere se necessario…

Quanti gruppi fanno attività nelle Scuole o con le Scuole? Che tipo di attività, chi coinvolge, con quali modalità?

Con le altre Associazioni

La PN non ha lasciato niente di intentato in questi anni, per relazionarsi con il mondo delle Associazioni: di volontariato, associazionismo, ma anche di categoria come il CNEC (Centro Nazionale degli Economi di Comunità)

Il CTG fa parte del Forum del 3° settore, ma anche del CNV, del BITS, della Fitus che in questi ultimi mesi finalmente, è riuscita a far partire il progetto ambito “Buoni Vacanze”

 

A livello locale è necessario lo stesso percorso di collaborazione e di interscambio: è possibile?

Come si vive il progetto Buoni Vacanze?

Cosa si sta facendo per la piena valorizzazione della rete delle Associazioni locali, di cui si sente tanto la necessità?

 Comunicazione

Oltre al fare, è necessario comunicare ed imparare a farlo sempre di più. Ci sono Associazioni che fanno meno del CTG ma riescono a farsi vedere molto di più. Decisamente dobbiamo migliorare. A  livello nazionale il CTG ha una discreta visibilità ed in questi 4 anni molte energie sono state spese per accrescerla: abbiamo potuto partecipare a trasmissioni televisive nazionali (A Sua immagine  e Mosaico), numerose volte su SAT 2000, ma anche su riviste nazionali (2 volte siamo usciti anche su Famiglia Cristiana), su Vita, su Avvenire, su riviste di altre Associazioni quali l’AC. E abbiamo anche fatto interviste alla Radio canali Rai e molte radio locali.

 

Sul fronte locale come stanno le cose, si lavora pensando anche a come farlo sapere?

I nuovi strumenti di comunicazione come interrogano il CTG, come si pongono i soci ed i gruppi rispetto all’uso di internet, come strumento di comunicazione e di relazione?

 

CTG e profezia (CTG e innovazione – Il CTG nel secondo sessantennio….)

 

Possibili temi per il quadriennio 2010-2014:

Filone guida: l’ambiente e l’uomo che lo vive, lo sfrutta, lo rispetta e lo valorizza…

1.       C’è bisogno di una svolta educativa dei soci CTG e dei possibili/potenziali soci (oratori, parrocchie, circoli nelle Misericordie ed altre Associazioni omologhe a noi)

2.       CTG nella e per la scuola

3.       Il turismo sociale e della famiglia

4.       Il turismo religioso e dei BC

5.       Il turismo low cost – nelle Case per Ferie e non sempre nei mezzi di trasporto

 

 NOTA FINALE

Questo documento non si conclude ma vuole essere traccia di discussione nei gruppi, nei congressi locali fino ai regionali dove verrà arricchito dalle intuizioni e dalle osservazioni dei soci che vi parteciperanno.

Il materiale prodotto ed inviato alla Presidenza Nazionale sarà valutato ed inserito nel programma di mandato degli organi che verranno eletti per quadriennio 2010 – 2014

 

 

Ai Presidenti dei Gruppi

Ai Presidenti Provinciali

Ai Presidenti Regionali

Ai Consulenti Ecclesiastici

e, p.c. Ai Consiglieri Nazionali

LORO SEDI

OGGETTO: Incontri Territoriali Precongressuali

Iniziativa promossa nell'ambito del progetto "Tur-Formando" L.38312000 Bando F/2008

Cari amici,

la Presidenza nazionale ha programmato degli incontri con dirigenti territoriali in preparazione al Congresso nazionale 2010, che avra come tema:

"Effatà: una sfida! Giovani, turismo e territorio".

L'incontro sara i'occasione di confrontarci suI documento preparato dalla Presidenza nazionale con la finalita di preparare il percorso e il documento congressuale.

Gli incontri, sono strutturati su una intera giornata, dalle 10.30 alle 17.00, secondo il seguente calendario:

Nord  9 gennaio Verona c/o Centro Carraro - lungadige Attiraglio, 45

Centro  23 gennaio Firenze clo Misericordie - via dello Steccuto, 38 (adiacente alla stazione di Firenze Rifredi)

Sud 7 Febbraio Brindisi cIo Casa del Turista - viale Regina Margherita, 43

Ciascuno è invitato all'incontro più vicino alIa sua zona e comunque a quello più congeniale ai propri propri impegni.

In ogni incontro, il pranzo è a carico della Presidenza nazionale, mentre Ie spese di viaggio restano a carico dei gruppi o comitati provinciali e/o regionali.

Vi preghiamo, per ovvii motivi logistici, di confermare o meno la vostra partecipazione. Raccomandiamo la massima puntualita nel rispetto di tutti e per consentire un proficuo svolgimento dei lavori.

Nel salutarvi cogliamo l'occasione per formulare a voi tutti e familiari i migliori auguri per Ie prossime festivita natalizie.

II Presidente nazionale

Maria Pia Bertolucci


 

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