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Home Page > Link e utilità diverse > archivio notizie e documenti > Archivio news > la XXX giornata mondiale del turismo del CTG

la XXX giornata mondiale del turismo del CTG

Si è svolta a Roma presso la sala del Carroccio al Campidoglio, la tavola di Confronto sulla giornata mondiale del turismo, organizzata dal CTG e alla quale hanno partecipato diverse associazioni che operano nel campo del turismo sociale. Il tema, che ha acceso un confronto su diversi livelli, era quello della giornata stessa: Turismo, celebrazione della diversità.

Di seguito vi riportiamo gli interventi dei partecipanti.

Introduzione lavori del presidente del CTG Maria Pia Bertolucci.

Buongiorno, benvenuti in questa sala del carroccio che ci ha già visti impegnati come CTG qualche anno fa a concludere il nostro lavoro fatto con il ministero del lavoro intitolato: “Imparo il territorio”, era un corso destinato all’inserimento sociale di popolazione di immigrati di seconda generazione che risiedevano in città dove noi abbiamo promosso il progetto specificatamente in Veneto, toscana, Calabria, Sicilia. Organizzammo il momento conclusivo a Roma; due giorni come premio della fedeltà di queste persone, che riuscirono a seguire almeno il 75% delle attività proposte nel progetto. La conclusione si svolse proprio qui in questa sala. Il tema di questa giornata mondiale del turismo: turismo, celebrazione della diversità, volevamo coniugarlo, tra i tanti aspetti che potevamo sottolineare, proprio con l’integrazione di carattere sociale e culturale della popolazione immigrata. Immigrata perchè se noi andassimo in un paese straniero saremmo noi gli immigrati, dipende molto da chi si muove e da chi invece accoglie. Avremo modo di parlarne comunque nel corso della mattinata.

Ringrazio l’amministrazione comunale nella persona del consigliere Vannini per questa sala che è stata concessa in via eccezionale in un giorno festivo. Solitamente è aperta nei giorni feriali.

La giornata del turismo si celebra il 27 settembre. Per noi celebrarla il giorno giusto, la data giusta, ci sembrava che fosse una buona cosa. Noi abbiamo festeggiato come CTG il 60ennio dell’associazione, una indimenticabile (per tanti motivi) udienza speciale dal Papa a Castel Gandolfo, fatta dal CTG lo scorso anno e allargata da altre associazioni amiche . Questa mattina non è la fine del sessantennio, però può essere la conclusone di un anno d attività. Siamo in un ambiente prestigioso come il Campidoglio.

Prima di dare l’avvio ai lavori, vorrei chiedere all’On. Vannini se ci fa un saluto dell’amministrazione comunale, visto che il tema tratta di turismo in un comune come Roma che ha certamete un grosso flusso tursistico, ci avra da spiegare qualcosa in più a noi che la viviamo come operatori sociali pendolari e ci sfugge quindi la complessità di chi deve gestire milioni di turisti ogni anno.

 

Intervento del Presidente della commissione Turismo del Comune di Roma On.Vannini.

Buongiorno a tutti! oggi è un’apertura straordinaria della sala, ma è sicuramente un evento particolare, e lo meritava. Io prometto che vista la prolusione della dottoressa , potrei parlare molto ma alle 11.45 prometto che vi manderò via. Vi porto il saluto del Sindaco e del  Vicesindaco, dai quali sono stato delegato. Sono presidente della commissione turismo del comune di Roma. E’ importante il fatto che collaboro con l’Università la Sapienza per la redazione dei master del turismo, che sono un settore abbastanza importante, dove il turismo per la solidarietà ha uno spazio di formazione per la struttura stessa. Faccio un percorso, pensando agli anni 80 del turismo sociale, che ha visto la carta di Vienna, che ha sancito dei principi,  la dichiarazione di Montreal, che è stata colei che ha individuato dei principi di solidarietà, dei principi nuovi. Il turismo era elitario ed è diventato un turismo che aveva degli altri obiettivi, più diffuso. Anche in commissione abbiamo trattato questo argomento. E’ molto importante sapere che il comune di Roma in questo momento sta facendo un progetto importante in cui anche il turismo della solidarietà, della socialità, della disabilità,  immigrazione  diventa un momento importante. Questo progetto si chiama: accoglienza nella trasparenza. E’ un progetto grande in cui il turista in una fase diversa da quella che a Roma è stata sempre considerata. Il turista anche dagli operatori è stato sempre considerato un pollo da spennare. Questo dai film degli anni60 ai giorni nostri, l’ultimo con il caso dei Giapponesi. Il nostro impegno è operare con tutte le categorie affinché questo possa perdersi nel dimenticatoio, stiamo creando delle carte di qualità per gli operatori, penso ai bar, penso a tutti coloro come  i taxi, le guide turistiche. Non sono nuovi episodi di guide che con un giro di taxi portano i turisti agli scavi di Ostia spacciandoli per Pompei. Questo oggi succede a Roma, fortunatamente si riesce ad arginare la pubblicazione di questi episodi che sono poco meritori e vanno a scapito di categorie autorizzate, licenziate , degne di maggiori considerazioni. Penso ai taxi abusivi, io stesso, tornando a Ciampino non venivo caricato sul taxi perché ero italiano, si preferiva caricare il turista americano, quello con a faccia meno sveglia ecc… Roma ha tante bellezze che il turismo non viene a mancare più di tanto, tanto è vero che la contrazione su Roma è irrisoria sulla contrazione nazionale del turismo, pero dobbiamo coltivarlo meglio. Io spesso auspico un incremento del turismo a Roma da parte degli stranieri, però penso anche se arriviamo alle cifre di Parigi, con le infrastrutture che abbiamo, penso ai soli 52 bagni pubblici gestiti dall’AMA che versano in condizioni veramente pietose, se queste  sono le condizioni ho paura ad avere un flusso turistico come quello di Parigi. Quindi il Comune di Roma deve ragionare su base organizzativa, infrastrutturale, non deve gestire il turismo. Questo è un altro elemento  importante perché c’è sempre da parte delle istituzioni la tendenza a gestirlo il turismo. Il turismo è un’opportunità privata di cui il Comune deve essere il supervisore, quello che mette in condizioni i privati e quindi creare la condizione privato pubblico tante volte può essere molto interessante. Penso alla grande battaglia che sto conducendo con “Trambus open”, voi conoscete sono i servizi dei autobus scoperti che sono in perdita di 400 milioni l’anno. Voi pensate che tutte le aziende private che fanno questa operazione ambiscono ad avere questo servizio perchè è talmente remunerativo . quindi ritengo e concludo perché non voglio prendervi del tempo. però sarebbe bello riorganizzare un confronto in altra sede. Oggi ci siamo un po’ conosciuti. Oggi non dovevo essere neanche io il relatore da parte del Comune, se vogliamo riorganizzare un altro incontro sul tema sono ovviamente disponibile al confronto e alla proposizione perchè c’è bisogno di tutti quanti gli operatori .Grazie ancora.

 

 

Saluti del Dott. Antonio Conte direttore della rivista www.teleturismo.it .

Quando il Centro turistico Giovanile contribuì alla creazione del Mnistero del turismo, in Italia il turismo era gestito ancora da un commissario, quindi non dimentico mai questa esperienza. Poi con l’età, ho girato il mondo, fatto altre cose. La mia carriera giornalistica cominciò con la prima rivista di turismo che era l’unica che si chiamava Turismo Giovanile. Organizzavamo le prime crociere in Grecia, partendo da Brindisi, quando ancora non c’erano i traghetti per andare in Grecia. Per dimostrare come il turismo educa il confronto con altri popoli, giovani con altri giovani, ma anche anziani. Anche attraverso la civilltà delle immagini, ci può essere lo scambio e la conoscenza tra i popoli. Grazie per avermi invitato, rilanciamo questo Centro Turistico Giovanile!

 

Intervento del Presidente del BITS Norberto Tonini

Cercherò nel mio intervento di coniugare etica ed Università.

Nel corso degli ultimi anni all’interno di questa nostra società post-moderna, la questione etica è balzata all’ordine del giorno e il vasto e complesso mondo del turismo non poteva certo trascurarla e costituire quindi un’eccezione.

 

Tanto più che ormai è unanimemente accertato che la crescita esponenziale del turismo di massa, verificatasi nel corso degli ultimi decenni del secolo scorso e portatrice di aspetti negativi e positivi, ha profondamente inciso sui ritmi e sui tempi di vita di intere comunità, mutandone sostanzialmente le condizioni economiche, i comportamenti socio-culturali e gli scenari di riferimento.

 

Le modalità di produzione dei servizi turistici posseggono oggi tutte le caratteristiche di una grande industria moderna, un’industria che opera nel cuore della globalizzazione e che incide  pesantemente sull’andamento dei mercati e sulla bilancia dei pagamenti di molti Paesi, sia di quelli a chiara vocazione turistica, sia di quelli in via di sviluppo che annoverano le attività turistiche come loro prima fonte di entrate.

 

Questi mutamenti sostanziali hanno spinto le organizzazioni internazionali, le imprese ed i tanti protagonisti che operano all’interno del mondo del turismo, ad interrogarsi sui reali valori in gioco, sugli impatti spesso devastanti di uno sviluppo economico ed ambientale incontrollato, sul ruolo degli intermediari e, non ultimo, sulla qualità delle relazioni tra l’eccesso di visitatori e le popolazioni visitate.

 

In particolare queste ultime sostengono, non certo senza consistenti motivi, l’esigenza di una maggior correttezza  nell’impostazione delle relazioni contrattuali tra le parti in causa e, conseguentemente, una più equa ripartizione dei profitti derivanti dalle attività turistiche che si svolgono nei loro territori.

 

Tutto ciò ha visto diversi organismi nazionali ed internazionali affrontare decisamente la “questione etica del turismo”, adottando dichiarazioni, regolamenti deontologici, carte e codici etici, tutti volti ad orientare più correttamente l’esercizio e lo sviluppo dell’attività turistica.

 

Il più autorevole di questi documenti è senz’altro il Codice Mondiale di Etica del Turismo, approvato a Santiago del Cile il 1° ottobre 1999 dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo e, successivamente, adottato solennemente dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2001.

 

Il Codice propone una serie di principi che si prefiggono di orientare e guidare nelle loro azioni gli attori del turismo (Visitatori, Visitati, Operatori professionali, Stati e Comunità Locali); il testo non si riferisce specificamente ad una professione o ad una categoria, ma intende suscitare comportamenti rispettosi e corretti da parte di tutti i protagonisti del fenomeno indicando alcuni principi fondamentali, ed è proprio per questo motivo che si è preferito ricorrere al termine “ codice etico”, piuttosto che codice deontologico.

 

Recentemente, e con uno spettro decisamente più ampio, la “questione etica” è stata affrontata da Benedetto XVI° con la pubblicazione della sua enciclica “Caritas in Veritate”.

 

Riprendendo fin dalle pagine introduttive le tematiche e gli insegnamenti della Populorum Progressio, pubblicata da Paolo VI° nel lontano 1967, il Pontefice si prefigge di attualizzarne i contenuti proseguendo nell’opera già avviata da Giovanni Paolo II° con la Sollicitudo Rei Socialis uscita in occasione del ventennale della Populorum Progressio.

 

L’enciclica si occupa diffusamente di globalizzazione, di sostenibilità, di solidarietà, di rispetto delle culture, di protezione e valorizzazione delle risorse ambientali e, non ultimo, di una corretta ed equa ripartizione delle ricchezze prodotte dal turismo internazionale, ritengo pertanto utile segnalarla alla Vostra attenzione, invitandovi in particolare a confrontarvi con alcuni passaggi particolarmente significativi.

( numeri 21,40, 48,49,50 e 61).

 

Tornando ai contenuti del Codice va fatto presente che i principi fondamentali sono raggruppati sulla base di nove grandi temi che corrispondono sostanzialmente ai primi nove articoli del Codice.

 

Attenendoci all’essenziale potremmo affermare che il turismo, attività associata al riposo ed al tempo libero, ma concepita e praticata come uno strumento privilegiato per la crescita individuale e collettiva, viene presentato come un  “diritto per tutti”. (art.7)

 

Esso va incoraggiato, sostenuto e sviluppato in modo tale da produrre tutti i suoi effetti benefici nel rispetto dei turisti, ma in pari tempo dei lavoratori ed ancor più delle popolazioni visitate.

 

Esso deve risultare rispettoso della cultura, delle tradizioni e del patrimonio ambientale delle Comunità locali e va promosso e sviluppato “nella prospettiva di una crescita sana, continua e durevole” (art. 3.1).

 

Sono quindi da condannare le pratiche che sfruttano gli esseri umani in qualunque forma (vedi il turismo sessuale o lo sfruttamento del lavoro minorile) e le azioni che arrecano danno al patrimonio culturale ed ambientale.

 

Vengono invece auspicate tutte le possibili azioni che possono contribuire a fare del turismo “un fattore insostituibile di autoeducazione personale, di tolleranza reciproca e di apprendimento delle differenze legittime tra i popoli e le culture, così come delle loro diversità.”. ( art. 2.1)

 

Ecco allora emergere con evidenza che le questioni affrontate dal Codice ed i principi fondamentali in esso contenuti si legano strettamente al tema che ci viene proposto per l’odierna Giornata Mondiale del Turismo: “ Turismo, celebrazione della diversità”.

 

In effetti, se ci riflettiamo un attimo, che cos’è il Turismo, che cosa rappresenta per l’uomo se non scoperta, valorizzazione, esaltazione, celebrazione e direi quasi consacrazione della diversità?

 

A questo punto però si pone il problema di sempre: “ qual’ è il turismo che favorisce correttamente la scoperta, la valorizzazione, l’esaltazione e la celebrazione della diversità?”.

 

Non é certo il turismo che si basa esclusivamente sulla ricerca di un profitto immediato; non è certo il turismo che, pur di ottenere risultati appaganti, racchiude i propri “clienti” in pseudo-paradisi ovattati ed artificiali; non è certo il turismo che, coartando gli autoctoni, li induce a fornire prodotti fasulli, li costringe a “fare spettacolo” delle loro tradizioni e ridurre  quindi la diversità ad un mero e banale prodotto commerciale.

 

Il turismo che “celebra” la diversità non può che ricercare e incentivare i contatti autentici con altri stili di vita, con altre modalità di concepire il mondo e la sua storia, con altre culture e con altre religioni; il turismo che “celebra” la diversità non può che essere un’occasione di ascolto e di dialogo, senza arroccarsi e chiudersi nella propria cultura, magari attribuendo alla stessa una falsa superiorità.

 

Va da sé che a queste condizioni - e solo a queste condizioni - le attività turistiche che andremo a programmare e  porre in essere saranno in grado di evidenziare efficacemente le tante diversità esistenti: diversità di ordine naturalistico, ecologico, sociale, culturale, patrimoniale e religioso.

 

Diversità che rappresentano autentiche ricchezze, che ci permettono di superare il timore del diverso e vincere la paura dell’altro; diversità che abbattono le incomprensioni, i pregiudizi profondamente radicati, le discriminazioni e le tentazioni xenofobe; diversità che favoriscono la conoscenza e la cooperazione tra i popoli; diversità che ci portano a recuperare valori di socialità, di sostenibilità e di solidarietà e che ci  avviano su percorsi lungo i quali, seguendo le orme dell’umano,  potremo scoprire le tracce del divino.

 

Diversità infine, e lo crediamo ardentemente,  che ci aiuteranno a costruire una società più giusta, più solidale e più fraterna.  

 

 

 Intervento del Presidente F.I.Tu.S. Benito Perli

 

Grazie a tutti, al CTG ed a tutti coloro che hanno lavorato a realizzare questa manifestazione che credo vada ripresa e allargata negli anni futuri a tutte le componenti del turismo nazionale. Noi del turismo  sociale siamo una grande forza, una grande organizzazione, le insiemi della sola rappresentanza della Fitus annovera quasi 50 milioni di associati. Siamo una grande realtà che lavora sotto traccia, è poco conosciuta anche dalle istituzioni, ma che di fatto rappresenta il mondo della domanda turistica anche a livello quantitativo e qualitativo. Avvertiamo l’esigenza di riprendere questi momenti di celebrazione del turismo, noi ma anche noi assieme agli altri. Sensibilizzando anche il mondo dell’impresa e delle istituzioni. La prossima scadenza il prossimo anno, abbiamo alcuni fatti interni ed esterni che potrebbero facilitarci. Voi avrete il vostro congresso di rinnovamento al quale anche il mondo dell’associazionismo dovrebbe partecipare per cogliere dalle vostre esperienze positive e anche dalle vostre difficoltà, perché ogni organizzazione ha degli aspetti positivi di crescita e sviluppo e i suoi condizionamenti esterni. L’esigenza di rinnovamento, di rilancio in avanti, cogliere dal vostro dibattito l’esperienze per rilanciare insieme il nostro mondo, per farlo diventare sempre più protagonista in un settore che diventa ed e’ già uno dei settori portanti dell’economia  ma anche dello sviluppo culturale del mondo. Questa è la dimensione del turismo, sembrano paroloni grossi ma è così. Abbiamo il prossimo anno anche la scadenza del mandato della presidenza del BITS, a Rimini, un’altra occasione nella quale non solo l’Italia ma il mondo del turismo sociale è chiamato ad interrogarsi sulle tematiche del settore e sulle necessità di allargare la nostra presenza . anche qui è un momento importante per coinvolgere le istituzioni anche nazionali su queste tematiche e sulle problematiche specifiche. Dopo la lezione magistrale di Tonini, parlare del tema di questa giornata è un po’ difficile si rischia di essere ripetitivi.  contenuti valoriali e gli aspetti negativi del settore, che ha non solo potenzialmente, in alcune aree del mondo e del nostro paese ha consumato il territorio e l’ambiente che è un po la materia prima e ha depauperato, degradandola, la stessa cultura. Il turismo  è una gran cosa ma può portare anche molti guai. Parlare del turismo e dei suoi valori è una questione di rilevante importanza non solo per noi del  turismo sociale. Noi lo abbiamo nel nostro dna, non avendo come scopo il profitto delle imprese, ma uno sviluppo del turismo sociale a favore di coloro che usano delle nostre potenzialità turistiche, avendo questa caratteristica è più facile cogliere e praticare le caratteristiche valoriali, più difficile per l’impresa, pero siccome dietro questo discorso valoriale si nasconde la capacità di proporre turismo di qualità, siccome la qualità è il metro di misura anche per l’impresa, i valori o li affrontiamo seriamente o ci troviamo con prodotti turistici che magari nell’immediato danno un reddito, ma alla lunga spezzano la corda e generano il collasso del sistema. Se guardiamo bene è quello che sta alla radice della crisi globale che il mondo sta attraversando. Aver dimenticato che lo sviluppo non può essere misurato solo in termini di PIL ma deve essere misurato in termini di compatibilità ambientale energetica, ma anche sociale. Se non ha prospettive non può durare. Avendo dimenticato questo ne paghiamo le conseguenze, tanto più in un settore dove la caratteristica principale è una caratteristica culturale. E quindi da questo punto di vista l’impegno particolare e l’On. Vannini nella sua introduzione, ha toccato uno degli aspetti principali, il turista che non può essere considerato un pollo da spennare. Ma questo vale per l’ambiente, le culture globali, il patrimonio culturale, vale per tutto quello che fa del turismo un prodotto atipico. Un’offerta di vita particolare in particolari momenti delle persone. La diversità può consentire di sviluppare fratellanza tra ipopoli, l’economia ecc a condizione che venga valorizzata, la sua valorizzazione non è un fatto automatico, gia Tonini specificava come se il processo di integrazione non viene governato ponendo a centro i valori della diversità, quella diversità produce effetti disastrosi perle comunità, per l’ambiente ecc… La diversità intesa come potenziale perla crescita dell’umanità e dell’uomo. Siccome il turismo è un mezzo di interscambio della diversità più potente che abbia inventato l’umanità, va governato con estrema accortezza perché esso non si traduca in aumento di conflitti, di diversità, in un consumo selvaggio, ma contribuisca alla crescita economica, sociale, ma soprattutto alla crescita culturale tra gli uomini.

Intervento di Marisa Baroni, presidente Nazionale ETSI CISL

Dopo questa carrellata che ha avuto un livello moto alto, vorrei invece fare una considerazione partendo da casa nostra. Intanto voglio ringraziare e lo faccio in pubblico con mota tranquillità, voglio ringraziare il CTG perché da parecchi anni sta gestendo addossandosi l’organizzazione coinvolgendoci tutti, a celebrare questa giornata che ha avuto negli anni temi molto importanti come quello di questo anno, quindi un compito che credo che è un momento di riflessione fuori dai lavori normali. Facevo una riflessione questa integrazione che è il tema di questo anno. Forse è il caso che facciamo una riflessione partendo da casa nostra: cioè che il titolo ha un valore dal punto di vista internazionale e quindi si riferisce allo stato tra i paesi. però è anche vero che mancano ancora tante cose da fare tra associazioni, tra addetti ai lavori, tra responsabilità istituzionali e cioè l’assistere alle difficoltà economiche e democratiche di associazioni che fanno questo lavoro. Noi assistiamo, faccio una riflessone , per tutto l’anno a mostre, fiere, convegni che frantumano in vece di fare forza a questo settore. Io capisco che la volontà di ciascuno è sviluppare il suo territorio, la sua realtà, pero come presentiamo l’Italia nel mondo, come ci poniamo? ringrazio il consigliere per dire le cose negative non è da tutti, ringrazio per averle sentite  perché avremmo potuto farlo noi, quindi la ringrazio per questo coraggio, pero abbiamo bisogno di superare questo dato, noi abbiamo bisogno di fare rete e mettere assieme tutte le nostre forze, le associazioni, in questi anni, si sono date molto da fare, non solo nelle giornate come queste, ma sui progetti, sulle cose da fare insieme, sull’affrontare i problemi, pero ci troviamo davanti ad una frantumazione di buona volontà che presenta un’Italia che ha molti problemi, che presenta un’Italia a macchia di Leopardo con territori che nessuno vede e sono bellissimi perchè invece si affolla con persone città che sono da richiamo. Per degli anni abbiamo rivendicato che ci fosse una persona che facesse da cabina di regia, da questo unto di vista credo che Roma, per l’importanza che ricopre, ci possa dare una grossa mano; ci vuole una cabina di regia che metta assieme tutte le potenzialità dell’Italia in un percorso dove tutti si ritrovano  a fare ciascuno la sua parte per dare l’immagine unificata del paese, perchè altrimenti saremo sempre perdenti rispetto  la concorrenza che arriva dalla Spagna, dal Portogallo,dalla Francia. Dobbiamo affrontare il problema delle strutture, dobbiamo affrontare il problema delle città e delle realtà urbane. Cioè noi abbiamo sempre da fare una fatica tripla rispetto agli altri paesi. Credo che sia pronto il momento. Ora io chiedo scusa per aver commentato così questa giornata ma queste associazioni hanno un po’ più di dignità nel dire le cose vere, perché anche nei grandi convegni che si fanno si dicono delle cose, si perdono, qualcuno le registra, ma poi vanno a finire in un cassetto. Noi non riusciamo ad avere un punto di riferimento, un confronto che ci permetta d realizzare le cose che il presidente del BITS internazionale dice sempre: “un turismo per tutti perché è un diritto di tutti”. Perché sia un diritto di tutti abbiamo da superare molte difficoltà che riguardano le persone anziane, che riguardano chi ha problemi di disabilità, che riguardano chi ha poche risorse. Se riusciamo a mettere insieme queste risorse, forse in futuro celebreremo una giornata dove abbiamo compiti e aspettative comuni.

La replica dell’ On. Vannini all'intervento della Dott.ssa Baroni

Io sono abituato a trattare un argomento sensibile difficile e sto cercando di fare capire al sindaco e vicesindaco a tutti i consiglieri che il turismo è il perno dell’amministrazione, se ci riflettiamo un attimo, le infrastrutture vengono fatte in relazione al fatto che c’è il turismo, anche il secondo polo turistico che assieme al vicesindaco stiamo trattando, è un polo strutturale importantissimo per  la città, per essere messo al servizio del turismo stesso. Tutto ruota attorno al turismo. Prima di conoscere il turismo stesso, l’unico settore dove facevo sempre questo discorso di interconnessione delle materie trattate per esempio in consiglio per il turismo, tutto poteva essere fatto per il turismo, una cosa dove invece pensavo che il turismo non centrava niente erano i servizi sociali, invece al contrario ho dovuto scoprire che i servizi sociali sono un fondamento importante per il turismo stesso, poi ho conosciuto meglio la carta di Vienna, i documenti che faceva riferimento al turismo sociale e si è aperto ancora di più questo mondo. L’investimento di questa amministrazione, secondo me può essere fatto sul turismo. Abbiamo combattuto a livello politico per far tornare il ministero del turismo, adesso vediamo come si lavorerà.

 


 

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