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Home Page > Link e utilità diverse > archivio notizie e documenti > Archivio news > Il CTG partner della campagna Clima di Giustizia

Il CTG partner della campagna Clima di Giustizia
i poveri non possono aspettare...

 

Rispondendo alle sollecitazioni rivolte dal Segretario Generale delle Nazioni Unite alla società civile internazionale, Volontari nel mondo - FOCSIV promuove la Campagna sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio Target 2015 “I poveri non possono aspettare”, un percorso che si realizza in diverse tappe annuali di pressione e educazione ripercorrendo tutti gli 8 obiettivi del Millennio.

 

La Campagna “Target 2015: promuovere la sostenibilità ambientale” corrisponde ad una tappa di tale percorso e in particolar modo al 7° Obiettivo del Millennio, approfondendo il concetto di sviluppo sostenibile di cui la questione ambientale è un aspetto determinante, in modo tale che tutti i popoli della terra possano godere, oggi e nel futuro, delle risorse naturali.

 

È una Campagna internazionale … altre 16 organizzazioni promuovono la stessa campagna in tante altre parti del mondo!

 

La Campagna fa parte del più ampio contesto della Campagna Internazionale Poverty and Cliamte justice promossa sia dalla CIDSE (la rete delle agenzie di sviluppo della Chiesa cattolica in Europa e Nord America di cui FOCSIV è il membro italiano) che Caritas Internationalis e che la FOCSIV porta avanti come membro italiano.

 

Perché oggi affrontare la ambiente significa combattere la povertà e le ingiustizie

 

Temperature estreme, piogge intense, siccità, scioglimento dei ghiacciai, aumento del livello del mare…il cambiamento climatico e le sue ripercussioni stanno già colpendo gli abitanti del pianeta. Ma oggi a soffrirne per primi e in misura maggiore sono le popolazioni più vulnerabili dei Sud del Mondo, in quanto sono meno capaci di far fronte alle nuove condizioni per via delle minori risorse disponibili e perché dipendono principalmente dalle attività agricole, che più risentono dei cambiamenti del clima.

È guardando ai drammatici effetti prodotti dal cambiamento climatico nei Sud del Mondo che nasce la campagna internazionale “CREA UN CLIMA DI GIUSTIZIA”!

 

APPELLO

 

 “All’inizio credevo di combattere per salvare gli alberi di caucciù, poi credevo di combattere

per salvare la Foresta Amazzonica. Oggi mi accorgo che sto combattendo per l’umanità”

Chico Mendez – ambientalista brasiliano morto per difendere l’Amazzonia

Il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale, ma è anche un problema di uguaglianza e giustizia globale.

I mutamenti climatici toccano tutti noi, ma non allo stesso modo. Il loro impatto, indotto dall’uomo, ha infatti delle conseguenze soprattutto sui poveri

e sulle persone vulnerabili dei Sud del mondo; molte delle popolazioni più povere dipendono infatti principalmente da attività agricole, che risentono

maggiormente dei violenti umori del clima.

In un mondo globalizzato la ferita provocata da un paese all’ambiente, fa stare male tutti gli altri. Si tratta quindi di un problema di cui i paesi poveri

sono solo in minima parte responsabili, ma di cui ne subiscono le maggiori conseguenze!

La comunità internazionale ha riconosciuto il cambiamento climatico come “un problema comune per il futuro del pianeta”, ma questo non basta!

Per realizzare UN CLIMA DI GIUSTIZIA è necessario fare pressione sulle Istituzioni di governance mondiale affinché stabiliscano regole condivise ed

eque per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e che, allo stesso tempo, i leader politici, in particolare nei paesi industrializzati, ammettano

le loro responsabilità, promuovendo la sostenibilità ambientale senza scaricare i costi delle soluzioni individuate nei paesi a Sud del mondo!

Dalla Conferenza internazionale di Poznam a quella di Copenhagen si parlerà di ambiente:

questo è il momento opportuno per creare un clima di giustizia!

Presenteremo le nostre richieste nel dicembre 2009 a Copenhagen in occasione della 15° Conferenza degli Stati Parti delle Nazioni Unite, un appuntamento

che avrà un ruolo di grande rilievo nel definire le possibilità di prevenire i cambiamenti climatici e di adeguarsi a quelli ormai inevitabili.

Chiamano tutti i Governi a stabilire un accordo vincolante post-2012 sui cambiamenti climatici, accordo che dovrà affrontare in modo equo le cause e

gli effetti del cambiamento climatico.

Fermo restando che la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) è, e deve rimanere la principale sede per le decisioni

sul clima, con questa campagna chiediamo al Governo italiano un accordo internazionale post-2012 che includa:

1 Il riconoscimento del diritto delle popolazioni dei paesi poveri ad uno sviluppo sostenibile, ponendo particolare priorità alle

comunità vulnerabili che vivono in povertà;

2 Un sostegno adeguato ai Paesi in via sviluppo da parte dei paesi industrializzati certo e addizionale per le strategie di

adattamento al cambiamento climatico;

3 La riduzione delle emissioni dei gas serra da parte dei paesi industrializzati di almeno il 30-40%, entro il 2020 rispetto ai

valori del 1990.

Chiediamo inoltre al Governo italiano che:

• I finanziamenti per affrontare i cambiamenti climatici siano addizionali all’impegno, già assunto, di dedicare lo 0,7% del loro Prodotto interno

lordo (Pil) all’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS), per far sì che l’azione sui cambiamenti climatici non gravi sulle risorse destinate alla cooperazione

internazionale;

• Adotti le misure necessarie per regolamentare le attività delle imprese, soprattutto multinazionali con impatto negativo sull’ambiente, in particolare

nei Paesi in via di sviluppo e per incentivare le imprese stesse ad investire in nuove tecnologie rispettose dell’ambiente;

• I fondi destinati all’“adattamento” siano orientati ad un maggior sostegno all’agricoltura in particolare a dimensione familiare, in quanto attività

primaria di sussistenza, prima ad essere colpita dal cambiamento climatico, piuttosto che all’uso di OGM e all’impiego di agrocarburanti su larga

scala senza averne verificato la completa sostenibilità;

• Sostenga economicamente l’iniziativa Yasuni-ITT con la quale il Governo dell’Ecuador si impegna a limitare lo sfruttamento delle riserve petrolifere

del parco Yasunì, contribuendo così alla tutela di uno dei maggiori patrimoni di biodiversità e al contenimento dell’inquinamento atmosferico a

livello globale.

 

 

IL COMITATO SCIENTIFICO

 

A vigilare sulla valore scientifico dell’intero progetto, si è organizzato un autorevole Comitato Scientifico di esperti per monitorare i documenti e le azioni significative da proporre.

 

Il comitato è composto da:

 

  Luca Basile FOCSIV, Università di Bologna, Docente di Energia e Ambiente – Gestione delle Risorse

  Leonardo Becchetti Università degli Studi di Tor Vergata, Facoltà di Economia

  Matteo Mascia Fondazione Lanza, Coordinatore del progetto “etica e politiche ambientali

  Andrea Masullo Università di Camerino, Docente di Fondamenti di Economia Sostenibile

  Simone Morandini Fondazione Lanza, Coordinatore del progetto "Etica, Teologia e Filosofia”

  Maurizio Mulas FOCSIV, Università di Sassari

  Antonio Navarra Direttore del Centro Euro Mediterraneo Cambiamenti Climatici

 

Al comitato parteciperanno inoltre:

 

  Gianmarco Proietti FOCSIV, Coordinatore Comitato

  Alberta Guerra FOCSIV, Incaricata Campagna

 

Approfondimento: www.climadigiustizia.it
 

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