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festa della Madonna della Neve
patrona del Ctg - mercoledì 5 agosto 2009

 

mercoledì 5 agosto 2009

ricorrenza della Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore, la Madonna della Neve

 

Sono diverse anche quest'anno le celebrazioni che il Ctg dedica alla propria Patrona, "Iter para tutum", protettrice di un sicuro cammino.

In particolare, sul PASSO DEL TONALE, sotto il cielo terso delle Alpi Bresciane, alle ore 11 di mercoledì, mons. Guido Lucchiari, consulente nazionale del Ctg, celebrerà una S. Messa in onore della Vergine Maria per tutti i soci e amici che vorranno essere presenti.

A PIOVE DI SACCO, in provincia di Padova, i soci del gruppo Vivipiove si sono invece dati appuntamento per la terza edizione della festa per la Patrona del Ctg. Il ritrovo di soci ed amici è alle ore 19 presso il santuario della Madonna delle Grazie per la Messa. Alle ore 20 seguirà la cena di beneficenza nel chiostro, con prenotazione obbligatoria. Il ricavato della cena andrà devolto per i restauri in corso del tetto del Santuario. Le iscrizioni si fanno in sede via Castello 18 e per informazioni si può chiamare il numero 340-7939639.

Anche il Comitato Provinciale di Verona celebra la festa della Madonna della neve a ORTIGARA DI S.ZENO DI MONTAGNA (Vr) con ritrovo presso il parcheggio delle Due Pozze alle ore 9.30. A piedi si raggiunge poi la località dove sarà elebrata la Santa Messa alle ore 11 e verrà poi servito il pranzo preparato dal Comitato di Lumini.

Da ultimo ricordiamo che a FALCADE, sulle dolomiti bellunesi, è prevista, per l'occasione, l'affissione della la targa in bronzo lasciata alla parrocchia durante la festa nazionale della neve del Sessantennio.

(al.fe.)

 

PREGHIERA ALLA MADONNA DELLA NEVE

Patrona del Ctg

  

O Maria, donna delle altezze più sublimi,

insegnaci a scalare la santa montagna che è Cristo.

 

Guidaci sulla strada di Dio,

segnata dalle orme dei Tuoi passi materni.

 

Insegnaci la strada dell’amore,

per essere capaci di amare sempre.

 

Insegnaci la strada della gioia,

per poter rendere felici gli altri.

 

Insegnaci la strada della pazienza,

per poter accogliere tutti con generosità.

 

Insegnaci la strada della bontà,

per servire i fratelli che sono nel bisogno.

 

Insegnaci la strada della semplicità,

per godere delle bellezze del creato.

 

Insegnaci la strada della mitezza,

per portare nel mondo la pace.

 

Insegnaci la strada della fedeltà,

per non stancarci mai nel fare il bene.

 

Insegnaci a guardare in alto,

per non perdere di vista il traguardo finale della nostra vita:

la comunione eterna con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Amen!

(il testo della preghiera è di mons. Guido Lucchiari)

 

Alcune notizie sull'origine di questa festa:

 

Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore

5 agosto - Memoria Facoltativa

Questa memoria è collegata alla dedicazione della basilica di santa Maria Maggiore sull'esquilino di Roma, che viene considerata il più antico santuario mariano d'Occidente. La eresse, sul precedente edificio liberiano, il papa Sisto III (432-440) dedicandola a Dio e intitolandola alla Vergine, proclamata solennemente dal concilio di Efeso (431) Madre di Dio. (Mess. Rom.)

Martirologio Romano: Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore, innalzata a Roma sul colle Esquilino, che il papa Sisto III offrì al popolo di Dio in memoria del Concilio di Efeso, in cui Maria Vergine fu proclamata Madre di Dio.


Monumenti di pietà mariana, a Roma, sono quelle stupende chiese, erette in gran parte sul medesimo luogo dove sorgeva qualche tempio pagano. Bastano pochi nomi, tra i cento titoli dedicati alla Vergine, per avere le dimensioni di questo mistico omaggio alla Madre di Dio: S. Maria Antiqua, ricavata dall'Atrium Minervae nel Foro romano; S. Maria dell'Aracoeli, sulla cima più alta del Campidoglio; S. Maria dei Martiri, il Pantheon; S. Maria degli Angeli, ricavata da Michelangelo dal "tepidarium" delle Terme di Diocleziano; S. Maria sopra Minerva, costruita sopra le fondamenta del tempio di Minerva Calcidica; e, più grande di tutte, come dice lo stesso nome, S. Maria Maggiore, la quarta delle basiliche patriarcali di Roma, detta inizialmente Liberiana, perché identificata con un antico tempio pagano, sulla sommità dell'Esquilino, che papa Liberio (352-366) adattò a basilica cristiana. Narra una tardiva leggenda che la Madonna, apparendo nella stessa notte del 5 agosto del 352 a papa Liberio e ad un patrizio romano, li avrebbe invitati a costruire una chiesa là dove al mattino avrebbero trovato la neve. Il mattino del 6 agosto una prodigiosa nevicata, ricoprendo l'area esatta dell'edificio, avrebbe confermato la visione, inducendo il papa e il ricco patrizio a metter mano alla costruzione del primo grande santuario mariano, che prese il nome di S. Maria "ad nives", della neve. Poco meno di un secolo dopo, papa Sisto III, per ricordare la celebrazione del concilio di Efeso (431) nel quale era stata proclamata la maternità divina di Maria, ricostruì la chiesa nelle dimensioni attuali. Di quest'opera rimangono le navate con le colonne e i trentasei mosaici che adornano la navata superiore. All'assetto attuale della basilica contribuirono diversi pontefici, da Sisto III che poté offrire "al popolo di Dio" il monumento "maggiore" al culto della beata Vergine (alla quale rendiamo appunto un culto di iperdulia cioè di venerazione maggiore a quello che attribuiamo agli altri santi), fino ai papi della nostra epoca. La basilica venne anche denominata S. Maria "ad praesepe", già prima del secolo VI, quando vi furono portate le tavole di un'antica mangiatoia, che la devozione popolare identificò con quella che accolse il Bambino Gesù nella grotta di Betlem. La celebrazione liturgica della dedicazione della basilica è entrata nel calendario romano soltanto nell'anno 1568.


Autore:
Piero Bargellini


 

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