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Per una carta dell'acqua
L'impegno del Ctg per l'acqua come bene comune

PER UNA CARTA DELL'ACQUA

 

PER UNA CARTA DELL'ACQUA

progetto ACQUA CTG

risultato del Meeting nazionale giovani 2003 - Lignano Sabbiadoro

CI GIOCHIAMO L’ACQUA DEL MONDO

 

da discutere con le realtà territoriali dell'associazione

 

-         alla luce delle profonde valutazioni espresse dalla S.Sede sul tema dell'acqua (in particolare dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace);

 

-         in linea con i contenuti del Manifesto internazionale ed italiano per un Contratto mondiale sull'acqua (al quale il CTG ha aderito);

 

-         dopo le discussioni avvenute sui punti:

1)      Acqua bene comune dell'umanità;

2)      Acqua bene di vita, acqua bene di pace;

3)      Strategie dell'acqua: cosa succede ?;

4)      Acqua e turismo: percorsi della memoria e del progetto umano a partire dalla dimensione locale.

 

il Centro Turistico Giovanile si impegna a definire i contenuti di un progetto nazionale sul tema "Chiare, fresche, dolci acque" sulla base dei seguenti principi e proposte:

 

a)      l'acqua deve essere considerata un bene comune dell'umanità (per le presenti e future generazioni), da tutelare, non una risorsa di fatto mercificabile. A tal fine auspichiamo:

 

a1) una responsabilità personale (in particolare rispetto ai temi dello spreco, del risparmio idrico e del consumo responsabile);

a2) soluzioni di coinvolgimento associativo (i gruppi locali promuovano programmi di sensibilizzazione dei soci);

a3) uno spazio adeguato sul sito nazionale del CTG al fine di informare non soltanto sul 2003, anno internazionale dell'acqua dolce, ma di realizzare un link permanente con siti specifici (esempio www.contrattoacqua.it, del Comitato italiano per un Contratto mondiale sull'acqua);

 

b)      l'accesso all'acqua deve essere considerato un diritto umano fondamentale (quindi garantito a tutti), non un bisogno fondamentale (che ciascuno si deve garantire). Prendiamo atto che oggi il diritto all'accesso all'acqua è stato dichiarato nel patto internazionale ONU relativo ai diritti economici, sociali, culturali; chiediamo, e ci impegneremo per questo, che tale diritto venga iscritto nelle costituzioni nazionali e nella nascente costituzione europea.

 

Rispetto al diritto specifichiamo come l'acqua, bene primario per la vita, debba porsi al di fuori di ogni possibile rapporto di forza (partitico, economico, commerciale, speculativo) e come le leggi di mercato non rendano giustizia della particolare natura di "bene" dell'acqua definendolo "risorsa".

 

Il diritto all'accesso all'acqua, inoltre, è condizione sostanziale per il mantenimento della vita (personale, comune, del Creato) e per la realizzazione della giustizia e della pace.

 

 

 

c)   il turismo è la più grande industria del mondo, ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia del bene acqua. Un modello turistico responsabile, sostenibile, sociale può giocare in maniera decisiva:

 

c1) rispetto alle esigenze concrete di ogni singola realtà locale;

c2) nel processo di sensibilizzazione a vari livelli, di carattere associativo (visite guidate ai fiumi, percorsi formativi, coinvolgimento delle scuole), in rapporto con le Pubbliche Amministrazioni;

c3) nel creare una coscienza turistica di rispetto dell'acqua, non soltanto rispetto al consumo e/o al risparmio, anche rispetto all'informazione.

 

Riteniamo importante, sul piano locale, il rapporto con i soggetti privati.

 

c)      acqua e religioni sono legate da un vincolo “sacro”. Ripercorrere i luoghi della religione attraverso l’acqua (anche in rapporto alle Sacre Scritture) significa proporre sul piano locale percorsi di turismo alternativo oltre che momenti di riflessione e di approfondimento personali e comuni.

 

d)      la gestione del ciclo integrato delle acque deve rimanere sotto l'effettivo controllo pubblico-istituzionale (dei cittadini). Si esprime grande preoccupazione per gli avanzati processi di privatizzazione in corso in Italia di tale gestione, si auspica la ripubblicizzazione della medesima, si ribadisce come l'intervento dei privati non debba determinare (come accade) le linee politico-strategiche di gestione dell'acqua. A tal proposito si auspica la costituzione di organismi di garanzia indipendenti che controllino le dinamiche interne ai processi di privatizzazione e stabiliscano regole eque e certe per il mercato e per i cittadini.

 

Concretamente, un’associazione come il Centro Turistico Giovanile vuole lanciare proposte importanti:

 

-         cominciare a servire nelle proprie “case per ferie” acqua di rubinetto, laddove sia di buona qualità; in caso contrario l’associazione si impegna a promuovere forum locali e specifici con gli Enti locali e i soggetti interessati per giungere ad un miglioramento della qualità dell’acqua;

 

-         avviare una campagna nazionale per la realizzazione delle doppie condotte dell’acqua all’interno delle strutture di ricezione turistica;

 

-         collaborare con programmi di cooperazione decentrata. Ad esempio il CIPSI (coordinamento di ONG), presso il quale ha sede il Comitato italiano per un Contratto mondiale dell’acqua, sarà responsabile della esecuzione del progetto “Un milione di cisterne” da destinare agli abitanti delle zone aride e semi aride del Brasile (in particolare delle regioni del Nord-Est);

 

Infine, si ritiene importante per l’associazione (in collaborazione strategica con il BITS – Bureau International du Tourisme Sociale -) impostare una riflessione sul rapporto tra Nord e Sud del mondo; l’acqua ed il turismo sono elementi decisivi in questa analisi, da portare all’interno del Comitato scientifico del “ II° FORUM MONDIALE NORD – SUD – Una rete etica per l’economia planetaria – “, organizzato a Roma nei giorni 23-25 ottobre 2003 dal Movimento mondiale delle Scuole “Etica ed Economia”.

 


 

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